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Paesaggi di archeologia ferroviaria: la linea Chivasso-Asti nel Monferrato

diga del lago del goillet
La diga del lago del Goillet in Valle d’Aosta
17/11/2020
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01/12/2020

Paesaggio di archeologia ferroviaria italiana: la linea Chivasso - Asti nel Monferrato

Le ferrovie generano paesaggi, li trasportano e sono fra gli interventi umani di grande scala che meglio si sono integrati negli scenari naturali e storici che hanno attraversato. Taluni di questi ne sono talmente segnati che, senza di esse, sarebbero un altro luogo, un'altra regione della mente; linee minori, che acquistano la capacità di "essere" il paesaggio che attraversano, descrivendolo.

La linea Chivasso - Asti è una di queste, dismessa nel 2011, ma che prossimamente potrebbe essere riattivata solo in chiave turistica, lasciando transitare il treno storico (come nelle Langhe), così da collegare nuovamente Alba con Asti e Nizza Monferrato. Questa operazione di rimessa in relazione, vorrebbe dire valorizzare un patrimonio inestimabile di opere d’arte, stazioni, ponti e gallerie dall’Ottocento ad oggi.

Per parlare della ferrovia che attraversa il Monferrato ci avvaliamo di un racconto un po' insolito, fatto attraverso le fotografie di Vito Lupo, il quale in 40 anni di escursioni l’ha visitato fin nei suoi angoli più segreti. Ci rivela un microcosmo fatto di mulini, fornaci, distillerie, sorgenti, caldaie e viadotti. Tutti, in un modo o nell'altro, interconnessi. Perché la ferrovia è un modo di vedere queste relazioni, è un punto di vista, una carpenteria prospettica che si sposta su rotaie: simbolo per eccellenza della prospettiva stessa.

«Ritengo i treni (quelli veri, come non ce ne sono più) divinità pagane, presenze ctonie di una civiltà nel suo passaggio da rurale a industriale. Sebbene relativamente recente (1912) e attualmente dismessa, la ferrovia Chivasso-Asti attraversa uno dei paesaggi ferroviari più belli del Monferrato, sub-regione già splendida di suo. E’ una ferrovia, questa, che racconta un Monferrato  protoindustriale (i tradizionalisti direbbero “minore”), con gli ex-voto che parlano di mietitrebbie e di tranvie a vapore, con i graffiti degli operai che costruirono la linea ancora visibili sul portale di una delle gallerie più remote e quasi irraggiungibile, quasi come le civiltà che racconta. E’ situata in una località il cui nome riassume l’idea collettiva di questa terra di vigneti e distillerie: Bonvino.

E il treno, proseguendo nel suo viaggio diacronico, tocca la fornace superstite che ne produsse i materiali, a pochi metri dalla stazione di Chiusano; passa sotto un arco con la consistenza della luce e, per il momento, termina la sua corsa in un punto indistinto di queste terre lunari: passateci di notte, durante un plenilunio e vedrete voi stessi le crete bianche rivolgersi verso la Madre-Luna!

Magnanima, la Macchina accoglie tutti sulle sue ginocchia

 

Photo credit: Vito Lupo

portanze porta nord galleria
stazione chiusano monferrato
distilleria montechiaro
cavagnolo ferrovia monferrato
monte chiaro monferrato

Tra le ferrovie dimenticate c’è quella del Monferrato, sospesa e sostituita con autobus dal 2011